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Fertilizzazione per tutti (PMDD)

Stupendo articolo fertilizzazione piante acquatiche con metodo PMDD

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Moderatore: Rox

Fertilizzazione per tutti (PMDD)

Messaggioda Rox » 17 gennaio 2012, 1:12

Scrivo questo articolo rivolgendomi ai principianti, per dimostrare come sia semplice capire la fertilizzazione in acquario, senza ricorrere necessariamente a formule chimiche, equazioni matematiche o paroloni scientifici.
Si astengano dalla lettura tutti coloro che da 15 anni allevano discus di cattura, in vasche OTRAC da 700 litri.
Per loro sarebbe una noia, tutte cose già note.

Prima di tutto, sfatiamo un luogo comune: non esistono fertilizzanti "buoni" e "cattivi".
Ogni pianta ha le sue esigenze.
Perfino la stessa specie, collocata in due acquari diversi, può assorbire nutrienti che differiscono per quantità e composizione.
Talvolta, due talee provenienti dalla stessa pianta madre possono avere una crescita differente, nello stesso acquario e sotto la stessa luce, per il solo fatto di trovarsi più o meno vicino all'uscita del filtro.

Pertanto, com'è facile intuire, ogni acquario ha bisogno della sua fertilizzazione, e un prodotto che risulta eccellente per me potrebbe essere pessimo per altri.
Inoltre, l'acquario è un ecosistema vivente, in continua evoluzione.
La richiesta... chessò... di ferro, quella che ho adesso, potrebbe essere diversa da quella che avevo un anno fa.

Complicato? Niente affatto!
Quando si usano i generici fertilizzanti commerciali, le carenze dei nostri acquari saranno quasi sempre le stesse, le solite tre o quattro.
Basta pochissima esperienza per imparare a conoscerle e risolverle.

Prima parte: LE PIANTE

Per prima cosa, dobbiamo capire di cosa sono fatte le piante.
Supponiamo di avere un acquario densamente piantumato, con moltissime specie diverse.
Togliamole tutte, lasciamole seccare completamente e sbricioliamole, poi facciamo analizzare la polvere ottenuta.

Ci accorgeremo che circa il 96-97% del peso secco è formato da tre soli elementi:

    - Ossigeno: 44 - 47%
    - Carbonio: 43 - 45%
    - Idrogeno: 6 - 7%
Due di essi sono i costituenti dell'acqua; l'altro (il carbonio) viene fornito dall'Anidride Carbonica (CO2), visto che solo alcune specie sanno scinderlo dai carbonati e preferiscono non farlo, se possono.
Spesso non ci si rende conto di questo, ma tutti i fertilizzanti che introduciamo in acquario formano solo il 3 - 4% delle nostre piante. Tutti insieme!
Ma è sufficiente che ne manchi uno solo, e la pianta si blocca.

Li suddivideremo in tre categorie, elencandoli in ordine decrescente.
I valori precisi variano da specie a specie, in questa sede c'interessa l'ordine di grandezza.

1) Macronutrienti (si misurano in punti percentuale, o al massimo in decimi):

    - Azoto:............... 1.4 - 1.7%
    - Potassio:............ 1.0 - 1.5%
    - Calcio:............... 0.4 - 0.7%
    - Magnesio:........... 0.2 - 0.4%
    - Fosforo:............. 0.2 - 0.3%
    - Zolfo:................ 0.1 - 0.2%
2) Microelementi (presenti in centesimi di percentuale, o addirittura millesimi)

    - Ferro:................ 0.01 - 0.03%
    - Cloro:................ 0.01 - 0.02%
    - Manganese:......... 0.005 - 0.01%
    - Boro:................. 0.002 - 0.008%
    - Zinco:................ 0.002 - 0.005%
3) Elementi traccia (rilevabili in quantità insignificanti, e non in tutte le specie)

    - Rame
    - Molibdeno
    - Cobalto
    - Selenio
    - (Altri, ancora più rari)

Seconda parte: LE CARENZE

A questo punto, sorgono alcune domande:
Quali di questi nutrienti vanno reintegrati nei nostri acquari?
Come si riconosce la carenza di uno di essi?
Dove possiamo trovarli?

Gli elementi su cui dobbiamo concentrarci maggiormente sono tre: potassio, magnesio e ferro.
Vediamo perché.

- Azoto e fosforo sono sempre presenti in acquario. Derivano dalla decomposizione di sostanze organiche quali escrementi, foglie morte, cibo non consumato, ecc.
Il principiante non ne ha mai carenze, per le note abitudini di sovraffollare la vasca ed esagerare col cibo.
Il motivo principale per cui gli si insegna a cambiare acqua settimanalmente è proprio questo: lo smaltimento di nitrati e fosfati in eccesso.
ATTENZIONE: Il metodo di fertilizzazione che vedremo più avanti NON E' ADATTO per acquari olandesi, per caridinai, o per tutte quelle vasche allestite con molte piante rapide rispetto al bassissimo carico organico.
In quei casi, nitrati e fosfati vanno addirittura aggiunti artificialmente.

- Il calcio è, di gran lunga, il metallo più presente nelle nostre acque di rubinetto.
A meno di non abitare in alta montagna, è sempre largamente in eccesso.
Il taglio con acqua di osmosi inversa non lo rende carente; anche dimezzandone la concentrazione siamo sempre su livelli molto superiori al fabbisogno delle piante.

- Lo zolfo si trova, come solfato, in molti dei sali contenuti nei comuni fertilizzanti: solfato di magnesio, solfato di potassio, solfato di ferro, di zinco, di manganese... di solito è in eccesso anche lui. Nella nostra ricetta cercheremo di ridurlo al minimo.

- Il cloro, come il calcio, si trova nell'acqua del rubinetto in quantità più che sufficienti, anche dopo la decantazione, sottoforma di cloruri.

- Gli altri microelementi, dal manganese in giù, sono richiesti in quantità così piccole che è quasi impossibile averne carenze.
Esistono prodotti commerciali, anche molto economici, che li contengono tutti insieme,

- Per gli elementi traccia è più che sufficiente una qualsiasi acqua di rubinetto, o il cibo che diamo ai pesci.

Torniamo ai nostri problemi, quindi: potassio, magnesio e ferro.

- Il potassio carente è un classico, manca quasi sempre negli acquari.
Questo è dovuto al fatto che i fertilizzanti generici si basano sulla richiesta media delle varie specie.
Disgraziatamente, ci sono piante molto comuni che ne richiedono quantità ben superiori alla media, e sono quasi tutte a crescita rapida.
Basta avere una Bacopa o un'Hydrocotyle per far fuori in un'attimo tutto il potassio introdotto col fertilizzante, mentre gli altri elementi sono ancora abbondanti.
Altre divoratrici di potassio sono le Higrophyla e le Cabomba. Anche le Cryptocoryne, pur essendo a crescita lenta.
Chi ha una combinazione di due o tre specie, tra quelle citate, avrà senz'altro problemi con una fertilizzazione "normale".
La richiesta di potassio sarà davvero altissima, specialmente se si decide di dare ad una di esse il ruolo di specie dominante del layout, sviluppandola in quantità notevole.
Solo con un protocollo a componenti separati si riesce a risolvere, somministrando il singolo componente in quantità eccezionali, che sarebbero esagerate per altri acquari.

L'insufficienza di potassio la vediamo innanzitutto dalle foglie più giovani, che restano più piccole.
Lo stelo produce solo foglie, e non più nuove ramificazioni; inoltre rimane più piccolo e più duro, più... "gommoso".
Prima si poteva potare stringendo con le unghie, ora si schiaccia ma non si taglia, occorrono le forbici.
Se non ci si accorge di questi segnali la carenza si aggrava, e si arriva all'ingiallimento delle foglie a cominciare dal centro.
Le Bacopa , e soprattutto le Cabomba, sono i migliori indicatori.

- Il magnesio è sempre presente nei nostri acquedotti, ma il rapporto con il calcio non è 1:2 o 1:3, come richiesto dalle nostre piante.
Disgraziatamente, il più delle volte arriva a 1:8 o 1:10.
Questo significa che, nel tentativo di ridurre GH e KH con l'acqua di osmosi, per abbassare il calcio dobbiamo rendere carente il magnesio.
Inoltre, quest'ultimo viene assorbito dalle piante piuttosto in fretta, per essere poi conservato come scorta nelle zone più giovani.
Durante le potature, togliamo proprio la parte della pianta che ne è più ricca.

La sua mancanza si manifesta con un ingiallimento delle foglie che parte dai margini esterni, e anche quando avanza verso il centro non riguarda mai le venature.
Gli effetti si vedono molto bene sulle Ludwigia.

- Il ferro risulta carente in due casi: abbondanza di piante rosse e presenza di prati.
Sfatiamo subito una leggenda metropolitana: "il ferro dev'essere chelato". Non è così.
In Natura si trova prevalentemente sottoforma di ossido, le piante sono capaci di assorbirlo in qualsiasi forma.
I chelanti sono molecole organiche artificiali che intrappolano il metallo; gradualmente si decompongono e lo rilasciano nell'acqua.
Questo rilascio progressivo ci consente di integrarlo in tempi piuttosto lunghi, talvolta anche una settimana, altrimenti dovremmo introdurlo in piccole quantità tre o quattro volte al giorno.
Inoltre, quasi tutte le piante riescono ad assorbirlo anche in forma chelata, le alghe no.

La sua carenza causa la clorosi ferrica: puntini marroni sulle foglie, che si allargano fino a diventare macchie. Raggiunta una certa dimensione la macchia diventa un buco, ed il processo risulta accelerato dalla presenza di lumache.
Attenzione! Non sono le lumache a danneggiare le foglie, se queste sono in salute. Loro attaccano solo le parti già compromesse, dunque indebolite.
Alcune piante, che sotto luce forte assumono il colore rosso, in mancanza di ferro restano verdi.
Le Althernantera ed alcune Rotala sono un valido aiuto, per individuarne le carenze.

Terza parte: PMDD - Ingredienti

Vediamo ora come arrangiarci, senza dottorati di ricerca e senza laboratori specializzati, a fertilizzare le nostre piante con prodotti molto economici, ovviamente NON specifici per acquariofilia.

Il risultato si chiama comunemente PMDD (Poor Man Dosing Drop, fertilizzante del povero), e se ne trovano parecchie ricette in rete, ognuna delle quali promette risultati eccellenti.
Tali promesse si basano sull'esperienza diretta; ognuno ha apportato le sue modifiche alla formulazione originale del 1996, proposta da Kevin Conlin e Paul Sears, sostenendo di averne migliorato i risultati (nel proprio acquario).

La spiegazione è nelle prime righe di questo articolo: NON ESISTE UN FERTILIZZANTE "MIGLIORE"! Esiste quello che meglio si adatta alle esigenze del proprio acquario.
So che è una ripetizione, ma è un concetto che va sottolineato.
Pertanto, non proporrò una "mia" ricetta, che andrebbe ad aggiungersi alle tante già esistenti, ma un intero protocollo di fertilizzazione, adattabile alle diverse situazioni secondo necessità.

In un qualunque settore "Giardinaggio" dei bricocenter e degli ipermercati, troverete un prodotto con scritto "Rinverdente" o "Concime Liquido Rinverdente".
A titolo di esempio mostro alcune immagini fornite dagli amici del forum, che ringrazio per la collaborazione.

(Clicca l'immagine per ingrandirla)
Rinverdente per PMDD.JPG
Questi sono solo alcuni esempi, ce ne sono altri.

Si tratta di un flacone da un litro (l'ultimo è da mezzo litro), in genere con il marchio interno del supermercato (quindi non cercatelo tra i prodotti di marca).
Si tratta chiaramente della stessa azienda, che lo produce per tutti.
Girando la bottiglia, sul retro troverete la composizione: ferro solubile, ferro chelato, boro, zinco, manganese e molibdeno. Senza nessun macronutriente.

microelementi.JPG

Proprio quello che ci serve, al prezzo di 3-4 Euro.
Con un acquario da 100 litri, ben piantumanto, vi durerà 3 o 4 anni.
Prima di uscire, prendete una bottiglia di acqua demineralizzata, quelle da 2 litri per il ferro da stiro.

Ora recatevi in un centro Giardinaggio/Agricoltura e chiedete il "Nitro-K", prodotto dalla AL-FE.
Meglio un Consorzio Agrario, se ce n'è uno nella vostra città.

Nitro-K.JPG

Ora si chiama "Maxi-K", ma alcuni negozi lo hanno ancora col vecchio nome.


L'importante è che ci sia scritto "13-46".

nitrato_potassio 13-46.jpg

Avrete 2 Kg di nitrato di potassio a 6-7 Euro. C'è anche la confezione da 5 Kg a 10-12 Euro, se proprio non trovate quella piccola.
Potete mettervi d'accordo con amici acquariofili, e darne mezzo Kg. a testa. Tanto non vi basterà la vita per consumarlo tutto.
Viene prodotto da parecchie altre aziende, ma normalmente è destinato all'agricoltura e si trova in confezioni da mezzo Quintale.
Che io sappia, quello dell'AL-FE è l'unico da giardinaggio.
(Errata corrige: quest'ultima frase non è esatta! In seguito alla pubblicazione di questo articolo, gli utenti del forum hanno segnalato delle alternative.
Le ho riportate, e continuerò a riportarle, nell'appendice che trovate in fondo. Vi invito a non trascurarla.)


Se avete piante rosse o da prato, chiedete anche del ferro chelato, possibilmente liquido.
Quello contenuto nel Rinverdente potrebbe non bastare.
Non importa di che marca è, l'importante e che sia solo ferro, senza nient'altro.

Prima di tornare a casa, fermatevi in una farmacia e comprate del "Sale Inglese" (solfato di magnesio).
Si vende in bustine da 30 g., a circa 50 centesimi l'una; prendetene una decina.
Alcune farmacie lo vendono sfuso, se gli dite che dovete usarlo come fertilizzante. Il prezzo sarà più basso.
Già che ci siete, comprate una siringa. Con la sua scala graduata in ml., vi faciliterà i dosaggi.

Quarta parte: PMDD - Preparazione

Ora ci servono due bottiglie di plastica opaca da un litro, come quelle della candeggina ACE, o come il flacone del Rinverdente che avete appena comprato. Non devono essere contenitori di metallo (per via degli ossidi) e non devono essere trasparenti (per evitare che passi la luce).
Qualcuno ha avuto l'idea di ricorrere a bottiglie trasparenti, ma rivestendole con alluminio Domopak o simili.

Nella prima metteremo 200 grammi di nitrato di potassio, riempiremo di acqua demineralizzata fino 3/4, agiteremo vigorosamente fino allo scioglimento e finiremo di riempire la bottiglia fino al limite.
Avremo ottenuto un integratore di potassio al 12%, con solo il 3% di azoto.

Nella seconda versiamo 10 bustine di solfato di magnesio (300 gr.) e procediamo allo stesso modo.
Si scioglierà molto meglio, perché è eptaidrato, ovvero contiene già acqua per oltre la metà.
Alla fine avremo una soluzione con il 3% di Magnesio e il 4% di Zolfo.

Come abbiamo visto, lo zolfo dovrebbe essere la metà del magnesio, quindi avremo un eccesso.
Capita con qualsiasi fertilizzante, anche quelli commerciali.
Fortunatamente, si tratta di un elemento molto ben tollerato, sia dalle piante che dai pesci; se fosse solo per lo zolfo, basterebbe un cambio d'acqua ogni sei mesi per rimettersi a posto.
Inoltre, ci sono due piante molto comuni che ne sono golose e ci danno una mano a contenerlo: Egeria e Ceratophyllum.

Quinta parte: PMDD - Dosaggi

Per i dosaggi, supporremo di avere un acquario molto comune tra i principianti; il classico 80 - 100 litri, senza piante rosse e senza prati, l'illuminazione sui 40 Watt e un erogazione di CO2 sui 20 mg/litro.
Consideriamo la presenza di piante miste, tra lente e rapide, a coprire circa il 70% del fondo.
Per acquari di capienza diversa o con piantumazione diversa, fate le proporzioni.

Consiglierei di partire con 5 ml di soluzione ogni tre giorni, sia per il potassio che per il magnesio. Ogni sei giorni per il Rinverdente.
Tenete d'occhio le reazioni delle piante.
Ora che sappiamo riconoscere le carenze, avendo 3 flaconi diversi (microelementi, potassio, magnesio) potremo aumentare il dosaggio del singolo prodotto mancante.
Questo ci consentirà di ridurre i cambi d'acqua, eviteremo di riempire la vasca con nutrienti inutili e toglieremo cibo alle alghe.
All'inizio sembra complicato, ma dopo qualche mese avremo imparato a capire le nostre piante al primo sguardo.
In presenza di alghe, riducete solo gli oligoelementi, lasciando invariati potassio e magnesio.

Non crediate che i prodotti commerciali siano più facili. Quelli da quattro soldi vi fanno usare un unico flacone, ma i migliori protocolli funzionano proprio come il nostro PMDD, con elementi separati da dosare secondo necessità.
Anch'io potrei dirvi di mischiare le tre soluzioni in un prodotto unico, non vi pare? Invece...

IMPORTANTE: ci sono alcune specie che sono particolarmente affamate di potassio; anche se in Natura non sono moltissime, in acquariofilia sembrano particolarmente apprezzate.
Si dà il caso, infatti, che tali specie siano estremamente comuni nei negozi di acquaristica; è piuttosto facile ritrovarsi con due, tre o anche quattro di loro nella stessa vasca. Come se non bastasse, sono quasi tutte a crescita rapida.
Infine, spesso vengono utilizzate per creare uno sfondo o un "boschetto", diventando la specie dominante dell'acquario.
È dunque molto facile entrare in grave carenza di potassio. Non vi stupite se sarete costretti a somministrarne 4 o 5 volte più del dosaggio consigliato.
Cominciate subito con dosaggi molto alti, se avete una delle seguenti piante (mi limito alle più comuni):
    - tutte le Cabomba
    - tutte le Hygrophila
    - tutte le Bacopa
    - l'Hydrocotyle leucocephala
In misura minore, ma comunque significativa:
- le Rotala macranda e rotundifolia
- tutte le Cryptocoryne
- tutte le Alternanthera
- le Limnophila sessiliflora ed heterophylla

Ricordate sempre che non è la quantità di piante a determinare i dosaggi, ma la loro tipologia e le condizioni in cui si trovano.
- Un solo stelo di Limnophila assorbe nutrienti come 10 Microsorum.
- Il pH acido aumenta l'assorbimento dei nutrienti; la stessa pianta, che prima stava a pH 7.3, assorbe il doppio se la mettiamo a pH 6.7.
- La luce incide moltissimo sulla fertilizzazione, ma entrambe vanno alle alghe senza la CO2. Ricordate lo schema all'inizio? La pianta è fatta essenzialmente di carbonio, 50 volte più del potassio e 150 più del magnesio.
Aggiungere fertilizzanti, in mancanza di CO2, e come progettare una casa preoccupandosi dei battiscopa e delle tende, quando ancora non si hanno mattoni e cemento. Con i lieviti potete produrla con 50 centesimi al mese.
- Le piante rosse e le piante da prato richiedono molto ferro. Se ne avete in grande quantità, è possibile che in circostanze particolari quello del Rinverdente possa non bastare. Aggiungetene dal flacone che avete comprato in più, così eviterete inutili eccessi degli altri Microelementi.
Quel ferro non va usato regolarmente, solo in casi eccezionali. Tenetelo nel mobiletto sperando che non serva mai.

Nella speranza di avervi fatto risparmiare qualche Euro, auguro a tutti buon lavoro.

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Appendice - Alternative proposte dagli utenti del forum:

- Aggiornamento del 12 Ottobre 2011: ringrazio Aleikos per la segnalazione.

potassio.jpg

Esiste un prodotto della CIFO che si chiama semplicemente "Potassio".
Si tratta di nitrato di potassio già in forma liquida, al 15%, flacone da 250 ml.
Costa parecchio, 6-8 Euro, ma pare che in certe zone il Nitro-K non si trovi.

- Aggiornamento del 18 Novembre 2011: questa volta ringrazio Dufresne.

potassio E 252.jpg

Il nitrato di potassio viene utilizzato anche come conservante per alimenti, in particolare salumi, con la classificazione "E252".
Si può trovare in rete ad un ottimo prezzo, anche tenendo conto delle spese di spedizione, tuttavia rimane leggermente più costoso del Nitro-K proposto nell'articolo.

- Aggiornamento del 17 Agosto 2012: il ringraziamento va a Dax 68.

Vigorflor.jpg

L'azienda AL-FE, Già produttrice del Nitro-K, ha messo in catalogo una confezione più pratica in secchiello da un Kg.
Non c'è alcun risparmio, visto che il prezzo è sui 7-8 Euro, ma per i nostri scopi il quantitativo è comunque sovrabbondante.

- Aggiornamento del 19 Ottobre 2012: segnalazione di Batista80, che ringrazio.

Altea Super-K.JPG

L'Altea "Super K" è un nitrato di potassio del tutto identico al "Nitro K" citato nell'articolo.
È stato trovato alla OBI, coincidono anche il formato (2 kg.) e grossomodo il prezzo (7 Euro).

- Aggiornamento del 26 Novembre 2012: GRANDE contributo di Massimo, che definirei risolutivo.

Un negozio di Carini (Palermo) è disponibile a fornire nitrato di potassio agli utenti del forum in tutta Italia.
Chiede 6 Euro per 2 kg, oppure 9 Euro per 5 kg. Vanno aggiunti 6,90 per la spedizione.
Si può pagare con bonifico, Postepay, Paypal e qualsiasi carta di credito associata a Paypal.

Rivolgersi a:
Chiedere del sig. Vito Di Stefano.
E' possibile che riesca a procurarsi anche il Rinverdente, per mettere tutto in un'unica spedizione.
Se Massimo mi darà conferma, quest'ultimo aggiornamento verrà modificato in futuro.
Link utili:
- Tabelle di calcolo per la CO2 in acquario
- Effetto tampone: spiegazione semplificata
- PMDD: fertilizzazione facile ed economica
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