Pesci acquario dolce

Allestire un acquario per i ciclidi nani

Allestire un acquario per i ciclidi nani può rivelarsi un’esperienza entusiasmante, in grado di offrire anche all’acquariofilo alle prime armi grandi soddisfazioni. Questo però a patto di tener presente alcuni importanti accorgimenti. Partendo col piede giusto sarà possibile evitare problemi anche gravi ad acquario avviato.

Innanzitutto bisogna dire che le indicazioni che potranno venire da quest’articolo saranno forzosamente di carattere generale. Questo in quanto ogni ciclide poi fa storia a sè sia per i valori specifici dell’acqua che per le esigenze di allestimento che ogni specie richiede. In particolare quanto detto sotto non varrà per i ciclidi nani dei grandi laghi africani. Questi ultimi, pur avendo caratteristiche in comune con gli altri ciclidi, vivono in un biotopo completamente diverso. Bisognerà quindi tenerne conto anche nell’allestire una vasca loro dedicata.

Apistogramma agassizii fire red
Apistogramma agassizii fire red

Si potrebbe obiettare che ormai i pesci che arrivano nelle nostre vasche non hanno mai visto l’Amazzonia ed i suoi rii, ma solo le “sterili” vasche degli allevamenti in cui sono nati, le buste di plastica in cui hanno viaggiato per migliaia di chilometri e le terribili vasche-espositori dei negozi. Sicuramente questo in parte è vero. Ricreare un biotopo è un tentativo che ha un che di accademico, senza una reale e stringente necessità da parte dei pesci che ospitiamo. Tuttavia, se riusciremo a ricreare in vasca le condizioni ideali per la vita dei nostri pinnuti essi ce ne saranno grati e vivranno sicuramente meglio.

Un discorso a parte meriterebbe invece l’allestimento di vasche dedicate alla riproduzione. In questo caso si, soprattutto per alcune specie più delicate ed esigenti, la vasca andrà allestita in modo, potremmo dire “estremo”, funzionale alle esigenze di valori e purezza dell’acqua richiesti, anche se non è detto che la vasca così sistemata sia particolarmente bella da vedere.

Allestire un acquario per ciclidi nani: La scelta della vasca

La prima cosa da tener presente per chi decide di allevare dei ciclidi, nani o giganti poco importa, è che sono pesci dotati di un certo carattere. Chi più, chi meno, hanno bisogno di un territorio tutto loro che difenderanno strenuamente, soprattutto durante il periodo riproduttivo. Bisogna tenere conto di questo fattore sia che vogliamo introdurre in vasca dei compagni per i ciclidi, sia nel caso di vasche monospecifiche.

Mikrogeophagus ramirezi
Mikrogeophagus ramirezi

La vasca dovrà dunque essere il più grande possibile, anche nel caso di ciclidi nani. Non è bene metterli in vasche con misure limite. Infatti ne risentirebbero sia per la impossibilità a nuotare liberamente come si deve, sia per la mancanza di “territorio”. Spazi ristretti porterebbero inevitabilmente ad una situazione di stress per i pesci e di conseguenza a possibili, se non probabili, malattie. Per non parlare degli scontri che potrebbero verificarsi tra i vari esemplari ospitati. Scontri che di solito hanno esiti terribili, anche letali.

A me personalmente è purtroppo capitato di assistere al rapido e letale attacco di un Ramirezi verso la sua compagna di quarantena. Volendo dare una misura di massima si potrebbe dire che una vasca ideale per i ciclidi nani dovrebbe avere almeno 80 cm di lato e 120 litri di capacità minima.

Giovane esemplare di Nannacara anomala

Allestire un acquario per i ciclidi nani: piante ed arredi

Uno dei motivi per cui dicevo prima che è necessaria una vasca il più voluminosa possibile è dato proprio dall’allestimento solitamente richiesto dai ciclidi nani. Essi amano vasche molto piantumate con numerosi rifugi, tane e nascondigli dove riposare, stare divisi dagli altri ospiti o consimili e riprodursi. Al tempo stesso hanno bisogno di ampie zone libere dove poter trovare spazio per il nuoto.

Tutto ciò ovviamente è difficile da ricreare in vasche da 80 litri… Il fondo dovrebbe preferibilmente essere sabbioso, o comunque a granulometria fine. Molti ciclidi nani infatti sono bentofagi. Cercano il cibo rovistando il fondo) e amano scavare, o per nutrirsi o per preparare un nido in cui accoppiarsi. I valori richiesti variano da pesce a pesce, a seconda delle zone di provenienza. Quindi è inutile dare qui dei valori di massima. Una cosa tuttavia va tenuta presente in quanto vale per tutti: i ciclidi nani sono sensibili (alcuni molto sensibili) agli inquinanti, quindi l’acqua dovrà dunque esserne il più possibile priva. Ciò sarà possibile con una corretta gestione della vasca, piante in salute ed un buon sistema filtrante.

Cleitacara maronii, bellissimi ciclidi nani.
Cleitacara maronii

Molti di questi ciclidi non amano troppo la luce e questo va apparentemente in contrasto con le esigenze di una vasca ben piantumata. Sarà invece possibile soddisfare entrambe le esigenze creando aree con vegetazione più folta e zone più libere o utilizzando piante galleggianti e zone piantumate, eventualmente, con epifite.

La gestione dell’acquario

Ospitare dei ciclidi nani nel proprio acquario richiede qualche accortezza particolare. O meglio, richiede qualche attenzione in più rispetto ad altri pesci. Ciò è dovuto in primo luogo alla loro sensibilità agli agenti inquinanti come nitriti e nitrati, giusto per citarne un paio. Valori perfettamente tollerabili da altre specie possono facilmente rivelarsi fatali per molte specie di ciclidi. Per questo alcune sono adatte anche ai principianti ed altre no. Sarà dunque opportuno dotare la nostra vasca di un filtro ben dimensionato, o meglio ancora sovradimensionato. Ciò garantirà un lento ma costante movimento dell’acqua in tutta la vasca e un costante ricambio.

I cambi dovranno essere settimanali. Bisogna prediligere cambi piccoli e frequenti a cambi massicci e diradati che andrebbero a scombussolare l’equilibrio necessario in una vasca di ciclidi. L’alimentazione andrà variata il più possibile, alternando ogni giorno cibi diversi e facendo il possibile per garantire anche cibo vivo o surgelato. I ciclidi nani sono voraci, ma vanno alimentati senza eccessi. Dare troppo cibo potrebbero portare sia a situazioni di inquinamento della vasca che a veri e propri problemi di salute per i pesci, non abituati in natura a nutrirsi troppo abbondantemente. Sarà dunque importante non farsi impietosire e limitarsi ad uno/due piccoli pasti al giorno somministrando poco cibo. Sarebbe poi buona norma rispettare un giorno di digiuno alla settimana e somministrare settimanalmente aglio e vitamine per favorire le difese immunitarie.

Apistogramma cacatuoides, uno splendido ciclide nano.
Apistogramma cacatuoides

La temperatura della vasca dovrà essere il più possibile costante, poichè i ciclidi mal sopportano gli sbalzi di temperatura. Sarà dunque bene dotarsi di un buon termoriscaldatore per l’inverno, ma anche di un sistema di ventilazione per l’estate in modo da non permettere aumenti troppo elevati della temperatura che dovrebbe tendenzialmente attestarsi sui 25-26º.

I compagni di vasca

Ricordo innanzitutto che, salvo il caso di vasche veramente capienti è sconsigliabile ospitare più specie di ciclidi nani nello stesso acquario. Anzi, in linea di massima nella stessa vasca non sarà possibile ospitarne più di una coppia o un trio, a seconda delle specie. La territorialità di questi pesci altrimenti si manifesterebbe in tutta la sua cruenza con risultati facilmente immaginabili. I coinquilini di una vasca di ciclidi nani dovranno essere pesci pacifici e tranquilli, senza la tendenza a mordere le pinne degli altri ospiti. Potremo scegliere pesci da fondo come i Coridoras, per esempio. In vasca potremo anche mettere piccoli caracidi (Neon, Cardinali, Nannostomus, a seconda dei valori dell’acqua richiesti).

Acquario con ciclidi nani
Acquario con ciclidi nani

Nell’allestire un acquario per ciclidi nani, se si vuol puntare alla riproduzione, bisognerà scegliere i coinquilini con accortezza. In caso contrario le uova o gli avannotti, con ogni probabilità saranno solo una piacevole leccornia per gli altri ospiti. Difficile far sfuggire le uova a dei Corydoras di dimensioni rilevanti come gli aeneus, per esempio, o a un ancistrus. Così come difficilmente degli avannotti possono sfuggire a dei rapidissimi cardinali. Se si vogliono aumentare le possibilità di sopravvivenza dei nascituri e dei piccoli sarà meglio optare per le varietà più piccole di Corydoras (per esempio i pigmaeus o i panda) o per dei Nannostomus.

Attribuzione immagini

Immagine dell’esemplare di Nannacara anomala di Soulkeeper – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5996087

Le altre immagini dell’articolo sono di proprietà di acquariodolce.it, pubblicate sul vecchio forum.

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