Ictiofiriasi: La malattia dei puntini bianchi.

Bloccato
Avatar utente

Topic author
Stefano Ghizzardi
Site Admin
Site Admin
Livello 16
Livello 16
Messaggi: 4770
Iscritto il: 21 febbraio 2017, 15:47
Tipo di acquario: Dolce
Litri: 96
Biotopo: Quasi amazzonico
Numero di vasche: 1
Illuminazione: t5 2x24w amazon day+special plant Denner
Filtro: Askoll pratiko ng 300
Fondo, rocce e legni: Lapillo vulcanico, Deponit mix dennerle, Ghiaino di quarzo ceramizzato marrone scuro.
Rocce laviche e una radice di un castagno secolare
Valori: PH 6,6
KH 3
GH >4
NO3 10
NO2 0
nh4 0
nh3 0
Po4 1
Fe 0,1
Fauna: 2 Apistogramma agassizii
6 Cardinali
4 Stiphodon semoni
2 Neritina puligera
2 Caridina Japonica
1 Caridina red cherry
Flora: Anubias sp. nangi
Anubias bonsai
Microsorum pteropus petit
Taxyphyllum sp. flame
Christmas moss
Pogostemon helferi
Hygrophila pinnatifida
Limnophila heterophylla sessiliflora
Animali: Criceto russo.
Interessi e hobby: Lettura, informatica... acquariologia
Occupazione: Insegnante
Età: 47

Ictiofiriasi: La malattia dei puntini bianchi.

Messaggio da Stefano Ghizzardi » 16 marzo 2017, 14:14

Ictiofiriasi: La malattia dei puntini bianchi.

Tra le tante malattie con cui un acquariofilo può venire a scontrarsi, la più comune è sicuramente l'Ichthyophthirius multifiliis, Ictyo, o Ictiofiriasi: la malatia dei puntini bianchi.
Improvvisamente, quando meno ce lo si aspetta, spesso dopo un cambio d'acqua fatto al volo, magari senza far troppa attenzione alla temnperatura dell'acqua o dopo aver inserito dei nuovi ospiti nella nostra vasca, ecco che i nostri pinnuti si riempiono di puntini bianchi. Prima sulle pinne, pochi, poi sempre di più ed infine anche sul corpo.
I pinnuti cominciano a tenere le pinne chiuse, a strofinarsi sugli arredi... le pinne si corrodono e i pinnuti, se non si interviene, muoiono.
Fortunatamente questa malòattia è tanto diffusa quanto curabile. Basta intervenire in tempo, anzi, come sempre, prima si interviene e meglio è, e le possibilità di guarigione sono altissime.

Ichthyophthirius_multifiliis.jpg
Un primo piano del malefico ciliato, l'Ichthyophthirius multifiliis

Il Ciclo dell’Ictiofiriasi

La necessità di un'intervento rapido all'inizio dell'infestazione per avere maggiori possibilità di successo nella cura dell'Ictiofiriasi dipende dal ciclo vitale del parassita della famiglia dei ciliati che è all'origine di questa antipatica malattia.

Nella sua prima fase, quella di Teronte, il parassita ha a disposizione poco tempo, 4-5 ore massimo per trovare un'ospite, senza il quale è destinato a morte sicura. Se invece trova un pesce da attaccare vi si incista divenendo un Trofonte. Sotto le squame dell'ospite il parassita si nutre del sangue del pesce continuando a svilupparsi. Raggiunta la fase di Tomonte si stacca dall'ospite raggiungendo il fondo dell'acquario. Qui si riproduce dando origine a centinaia di Tomiti che in acqua si sviluppano diventando a loro volta dei Teronti pronti ad infettare altri ospiti.


Prevenirel'Ictiofiriasi

Come sempre, la prima considerazione che va fatta riguarda la qualità dell'acqua delle nostre vasche. In vasche con acqua sana, cioè con valori adeguati alle esigenze dei nostri ospiti, ove si facciano cambi regolari settimanali almeno del 15%, con un buon livello di ossigenazione garantito dalla presenza di piante sane, i pesci vivono meglio e quindi è per loro più difficile ammalarsi. Importante è anche offrire una buona alimentazione ed evitare occasioni di stress date da sovraffollamento o cattivo assortimento della popolazione.
Insomma, un pesce sano si ammala più difficilmente di uno già debilitato.

Va fatta poi una grande attenzione quando si introducono nuovi ospiti. Lo so, è una bella rottura di scatole, ma non abbiamo garanzie su come siano stati trattati i pinnuti prima di arrivare in mano nostra. Lo stesso trasporto nel sacchetto è causa di uno stress mostruoso... Quindi allestire una vasca di quarantena con termoriscaldatore, filtrazione meccanica o cambi frequenti (l'ideale sarebbe allestire per tempo la vasca in modo da avere un filtro maturo...) ove mantenere i nuovi acquisti per almeno tre settimane sarebbe da considerarsi una pratica essenziale ed irrinunciabile.

L'acclimatazione nella nuova vasca dev'essere poi fatta il più lentamente possibile, mettendoci almeno un'ora se non due: più lentamente verrà fatta e meno stress subirà il pesce con conseguente maggiore difficoltà di contrarre l'Istyo o latre malattie.

Va fatta molta attenzione agli sbalzi termici. I cambi dell'acqua vanno curati portando la temperatura dell'acqua nuova il più possibile vicina a quella della vasca. Un cambio repentino dellla temperatura dell'acquario porta quasiu inesorabilmente allo sviluppo dell'ictyo.

Curare l'Ictiofiriasi

ramirezi.PNG
Esemplare di Ramirezi gravemente colpito da Ictiofiriasi. Lasciar arrivare la malattia a questo livello può seriamente ridurre le possibilità di sopravvivenza, o di non riportare danni permanenti per i pesci. Meglio intervenire con decisione sin dfalla comparsa dei primi puntini.

Che dobbiamo fare se ci accorgiamo che i nostri pesci hanno contratto l'itiofiriasi?
Non bisogna farsi prendere dal panico, ma bisogna agire in fretta. Innanzitutto, vista la breve vita del Teronte se non trova ospiti, bisogna cercare di confonderlo, rendendogli il più complesso possibile il trovare l'obiettivo. Quindi è importante coprire la vasca per avere il buio totale e inserire almeno un paio di areatori per riempire la vasca di bolle. Contestualmente va gradualmente alzata la temperatura dell'acqua fino a 30 gradi (compatibilmente con le specie presenti in vasca). In questo modo il metabolismo del teronte viene accelerato e la sua vita quindi si abbrevia diminuendo ancor di più le sue possibilità di successo riproduttivo.

In caso di infezioni lievi ed appena iniziate potrebbe addirittura bastare questa cura naturale, ma non sempre è così e quindi bisogna ricorrere all'uso di farmaci.

Si possono usare il Blu di metilene o il verde malachite, oppure farmaci specifici studiati appositamente per debellare questa malattia. Per esperienza personale e avendo letto innumerevoli esperienze di cura dell'istiofiriasi con vari medicinali, mi sento di consigliarvi direttamente il Faunamor di Aquarium munster, che è quello che da maggiori garanzie di successo, anche se a volte un solo ciclo di cura non basta.

L'ideale è fare la cura in vasca di quarantena e solo ai pesci colpiti dalla malattia, inutile curare pesci non malati. Io suggerisco di fare la terapia ai malati e attuare come prevenzione in vasca la termoterapia con buio ed areatori.

Per la terapia coi medicinali, attenzione ai loricaridi che malsopportano le cure e che quindi richiedono dosi dimezzate. Crostacei e gasteropodi vanno tolti dalla vasca perchè difficilmente sopravviverebbero alla cura.

Faunamor
(dal foglietto illustrativo del medicinale stesso)
Agitare bene prima dell'uso.
Se non specificato diversamente:
1° giorno: Distribuire 20 gocce (= circa 1 ml) di faunamor per 100 I di acqua dell'acquario. La dose può essere raddoppiata nel caso in cui vi sia una pesante infestazione del parassita, facendo attenzione che in acquario non vi siano animali sensibili al trattamento (es. Corydoras). Non somministrare mangime ai pesci.
Scollegare il filtro dall'acquario ma tenerlo in funzione in un altro contenitore in modo tale da mantenere vivi i microrganismi. Aerare l'acqua dell'acquario.
Se questo non è possibile senza l'operazione diretta del filtro, allora servirsi del filtro stesso togliendo solo il materiale filtrante, così che ci sia un’adeguata circolazione dell'acqua. Conservare il materiale filtrante in un contenitore che contenga almeno 20 volte la quantità di acqua dell'acquario (in rapporto alla massa del materiale filtrante).
2° giorno: Distribuire 20 gocce (= circa 1 ml) di faunamor per 100 I di acqua. Non somministrare mangime ai pesci.
3° giorno: Sospendere la somministrazione di Faunamor. Alimentare normalmente. Riattivare il filtro.
Se il materiale filtrante è stato conservato separatamente, allora non riutilizzare quell'acqua per l'acquario.
Sciacquare velocemente il materiale filtrante con acqua tiepida (non sciacquare abbondantemente per far si che resti attiva almeno una parte dei microrganismi).
7° giorno: > Distribuire 20 gocce (= circa 1 ml) di faunamor per 100 I di acqua dell'acquario. La dose può essere raddoppiata nel caso in cui vi sia una pesante infestazione del parassita, facendo attenzione che in acquario non vi siano animali sensibili al trattamento (es. Corydoras). Non somministrare mangime ai pesci.
Scollegare il filtro dall'acquario ma tenerlo in funzione in un altro contenitore in modo tale da mantenere vivi i microrganismi. Aerare l'acqua dell'acquario.
Se questo non è possibile senza l'operazione diretta del filtro, allora servirsi del filtro stesso togliendo solo il materiale filtrante, così che ci sia un’adeguata circolazione dell'acqua. Conservare il materiale filtrante in un contenitore che contenga almeno 20 volte la quantità di acqua dell'acquario (in rapporto alla massa del materiale filtrante).
8° giorno: Non somministrare il faunamor. Alimentare normalmente. Cambiare approssimativamente un 30% dell'acqua dell'acquario. Riattivare il filtro.

Blu di metilene

Soluzione base: Sciogliere 1 g di BdM in 1 litro d'acqua fisiologica/osmotica.
Dosi: 1 ml di soluzione base ogni litro d'acqua da trattare in unica somministrazione per 3-5 giorni.

Soluzione già pronta: Blu di metilene all1%.
Dosi: 3 ml di soluzione ogni 10 litri d'acqua da trattare in unica somministrazione per almeno 3-5 giorni.

Verde malachite

Soluzione base: Sciogliere 200 mg di VM in 200 ml d'acqua fisiologica/osmotica.
Dosi: 1 ml di soluzione base per 25 litri d'acqua. 4°, 8° e 12° giorno somministrare 0.5 ml ogni 25 litri d'acqua. In caso di cura in vasca con filtro aumentare il dosaggio del 30%.

Indicazioni per l'uso di altri farmaci le potete trovare in questo articolo: medicinali-per-la-cura-dei-pesci-d-acqu ... -t279.html
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
"In acquariofilia sono necessari tanto buonsenso, molta pazienza e un po' di c... fortuna" (antico detto tibetano)

Il forum vive anche grazie ai banner pubblicitari. Se vedete qualcosa che vi interessa e ci cliccate sopra fate cosa gradita. Grazie!

Ghio

Bloccato

Torna a “Articoli malattie pesci”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti