Stefano Pinna, scopritore e distributore del Bardula Top Soil - Le interviste di Acquariodolce.it - Il Forum

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Stefano Pinna, scopritore e distributore del Bardula Top Soil - Le interviste di Acquariodolce.it - Il Forum

Messaggio da Giovanni Colleoni » 15 aprile 2017, 15:14

Inauguriamo questa sezione delle interviste ai veri protagonisti del nostro mondo, con un personaggio forse non ancora molto conosciuto nel panorama acquariofilo, ma bensì molto noto in quello dei Bonsai.


Cominciamo con una piccola presentazione di dovere, Stefano Pinna, residente a Carbonia, una cittadina ridente della nostra cara Sardegna. Il suo interesse principale è rivolto innegabilmente ai bonsai, titolare della Azienda Murasaki Bonsai. Ha fatto diversi viaggi in Giappone per affinare la sua tecnica, molti appassionati apprezzano e comprano i suoi alberi sia in Italia che in altre nazioni.

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Stefano Pinna presso il giardino di Kobayashi Tokyo.



Qualche tempo fa, Stefano scoprì un materiale incredibile, molto adatto ai fini bonsaistici, ma che ultimamente si è scoperto essere veramente valido anche per gli usi acquariofili. La Bardula Top Soil.


Acquario Dolce Forum, di seguito ADF: Ciao Stefano e benvenuto su Acquario Dolce il Forum, parlaci un po' della tua passione per i bonsai, della tua attività e di cosa ti spinge a continuare a ricercare sempre nuove strade.



Stefano Pinna, di seguito Stefano: Ciao a tutti, mi presento, sono Stefano Pinna, coltivo piante da quasi 30 anni, da quando avevo 14 anni. Ho coltivato e piantato qualche centinaio di migliaia di piante.... Gli alberi sono la mia vita e la mia passione!!! Che mi ha portato a conoscere e fare diversi corsi con fioristi e soprattutto con Maestri dell'arte bonsai tra i quali Kunio Kobayashi presso il suo giardino a Tokyo in Giappone, dove ho trascorso periodi anche di tre mesi per apprendere le tecniche di impostazione dei bonsai. Per professione ho coltivato piante in colture protette e in campo e ho realizzato qualche centinaio di giardini nel sud Sardegna, sino a occuparmi quasi esclusivamente di bonsai.


ADF: Raccontaci come nasce la Bardula Top Soil? Come l'hai scorta e quale l'idea?


Stefano: Fin da bambino ho sperimentato tutte le tecniche di produzione usando tutti i substrati in commercio. Da quando mi sono dedicato ai bonsai ho sempre cercato il miglior terriccio per le mie piante, mai contento, un giorno ho iniziato a sperimentare varie rocce sino a scoprire la Bardula, mi diede subito degli ottimi risultati , presi delle piccole piante e le coltivai con la Bardula pura per un anno senza usare nessun tipo di concime, vidi che le piante rispondevano crescendo lentamente, ma le foglie prodotte erano di un verde scuro e molto coriacee... segno che la terra cedeva sicuramente microelementi e pochi macro, ma cedeva, quindi non inerte.



ADF: Quello che non capiamo è come, producendo un materiale rivolto ai bonsai, ti sia venuta l'idea di utilizzarlo in campo acquariofilo?


Stefano: Un acquariofilo, Marco Dettori, mi contattò per chiedere se andava bene anche in ambiente acquatico, anzi era convinto che potesse andar bene, e da allora anche altri acquariofili l'hanno testata, tra cui anche il vostro Samuele Gamberini e Simone Castagnoli, che lo impiega anche nelle sue vasche di vendita delle piante... Poi mi sembra che in fondo, anche tu lo stia utilizzando...


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Foto di Samuele Gamberini


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Foto di Samuele Gamberini


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Foto di Giovanni Colleoni



ADF: Ma come si presenta, e quali sono le caratteristiche principali del Bardula Top Soil?


Stefano: Guarda, quello che vado ad elencare sono le caratteristiche di questo nuovo fondo, (e si fa per dire nuovo), in quanto è di origine vulcanica, formatosi circa 23 milioni di anni fa, ed in natura, c'è ne pochissimo e si presenta come una roccia alterata, di consistenza gessosa, ma non si scioglie in acqua. La sua tessitura è mista e multicromatica, ocra, arancio, grigio, antracite i colori di cui è composta.

Non ha caratteristiche riscontrabili con le terre allofane, in quanto, ed è provato, non cede e non altera chimicamente i carbonati, in pratica, non modifica per nulla le caratteristiche dell'acqua, che per altro si consiglia di utilizzare acqua osmotica ricostruita coi i sali corretti, sali che si trovano comunemente in commercio siano essi commerciali che fai da te. La caratteristica maggiore di questa terra, è che ci consente di allestire una vasca nello stesso giorno e con qualsiasi tipo di pianta.

I suoi pregi maggiori, sono riscontrabili dal fatto che sin da subito le piante iniziano a radicare, abbiamo misurato anche 4 cm di radici, nei primi quattro giorni dall'allestimento. Il Bardula Top Soil, cede Meso e Microelementi, rendendo inutile quindi somministrarli da subito, ma solo ad esaurimento accertato, e questo dipende moltissimo da quanto il fondo viene sfruttato, a seconda dei cambi d'acqua e dalla quantità di di piante coltivate e dalle loro singole esigenze.



ADF: Spiegaci in quale granulometria é disponibile questa terra, e quale la sua pezzature nei sacchi di vendita.


Stefano: Il Bardula Top Soil, viene macinata, setacciata e divisa in 4 granulometrie 1-3 mm, 3-5 mm, 5-7 mm e 7 mm+ e una grana finissima 1-2 mm depolverizzata ad aria, industrialmente non si può lavare perché nelle operazioni di confezionamento, si verrebbe a creare altra polvere, infatti, il Bardula è da lavare e sciacquare con molta cura, prima di utilizzarla in vasca.

Comunque i sacchi commerciali, sono da 10 litri, circa 7,6 kg.



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Ecco come si presenta il Bardula in una granulometria intermedia


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La scheda tecnica e l'analisi chimica del Bardula



ADF: Riassumendo, quali sono le caratteristiche per qui lo consigli nell'uso acquariofilo e se mai ci sono, quali sono i suoi punti critici?


Stefano: Bardula Top Soil é un fondo molto semplice da utilizzare, indicato ai neofiti poco esigenti, quanto ai "professionisti" che non vogliano impazzire nella gestione della vasca, senza dover inseguire continuamente la ricerca dei valori ottimali, valori che come ben si sà, utilizzando altri fondi allofani subiscono un evidente quanto importante scambio ionico, che modifica continuamente e drasticamente, i valori della nostra acqua.

Si può utilizzare anche nei caridinai, senza problemi e senza contro indicazioni per la vita degli amati crostacei. Unico neo ripeto, deve essere lavata e sciacquata molto bene prima di inserirla nella vasca, accettando anche di ritrovarsi per qualche giorno l'acqua leggermente torbida nell'acquario.



ADF: Stefano cosa dire di più, ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti facciamo i nostri complimenti per la passione e l'impegno che promuovi nella tua azienda, sia per la creazione di opere d'arte come i tuoi bonsai, che per l'impegno nel voler sperimentare i nuovi materiali, ed in nuovi campi d'impiego, e mi raccomando, tienici informati.






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